Voglia di estate e cocktail ghiacciati

Cooking / 01.07.2022 / tempo lettura 4 min

L’estate è arrivata con un’esplosione di caldo che fa venir voglia di cocktail ghiacciati. Alcolici o analcolici, che si scateni la fantasia! No cocktail, no party, direbbe qualcuno. Si, perché se ci pensiamo bene, quando nominiamo la parola cocktail pensiamo subito ad un momento di svago, relax o divertimento. Lo stesso vale per queste giornate calde e afose, dove la fantasia ci porta in una bella spiaggia con un buon bicchiere ghiacciato in mano, pieno della nostra fantasia dissetante preferita.

Cocktail per tutti i gusti

Esistono talmente tanti tipi di cocktail che risulta impossibile classificarli. I classici intramontabili li conosciamo quasi tutti, ma poi ci sono le variazioni, le innovazioni, le personalizzazioni. Una perfetta mixology, l’arte di miscelare gli ingredienti, può dar vita ad esperienze uniche quando si tratta di creare una bevanda. Può essere a base di frutta, ma c’è chi lo concepisce solo alcolico, forse perché sembra che la parola cocktail derivi dal francese ”coquetier”, il contenitore per le uova che un farmacista francese usava per misurare le quantità di miscele alcoliche e corroboranti che somministrava ai suoi pazienti.

Ghiacciati è meglio

Cos’è un cocktail senza ghiaccio? Possiamo dire che il ghiaccio è uno degli ingredienti, fondamentale quando si tratta di tenere insieme i vari componenti, esaltarne il gusto e mantenerne la giusta temperatura. Nella mixology moderna viene scelta persino la forma del ghiaccio in base al tipo di preparazione che si vuole fare. La tipologia di ghiaccio scelta dal Bartender determina la diluizione, il punto di raffreddamento ed anche il gusto del drink che sta preparando. Per questo chi veramente ha fatto della capacità di mescolare gli ingredienti un’arte, conosce molto bene la forma e le reazioni del tipo di ghiaccio che utilizza per ciascuna creazione.

L’estate chiama i colori

C’è chi fa risalire la parola cocktail, letteralmente coda di gallo in inglese, al fatto che quest’ultima è variopinta. I colori e le sfumature sono tantissime, dal classico rosso aranciato di un buon Negroni o dell’Americano, al bianco panna del Martini per arrivare al Blue Lagoon o al green acido del Midori Sour. Ne abbiamo citati alcuni ma possiamo citarne cento, tutti con gradazioni di colori diversi. Un’altro indizio su questa origine deriva dagli indigeni messicani, che pare mescolassero le bevande alcoliche con una lunga piuma di gallo. Da qui cock-tails.

Il ghiaccio perfetto

Il ghiaccio deve raffreddare la bevanda senza annacquarla. Per certe preparazioni ci vuole un cubetto grande, che si sciolga lentamente e mantenga il gusto di ciò che stiamo bevendo il più a lungo possibile. Se prendiamo un ghiaccio cristallino B-Qube di Brema, un cubetto cubico da 23 grammi trasparente come il vetro, ci accorgiamo subito della differenza. Diventa liscio e lucido a contatto con gli spirits e quasi invisibile nel bicchiere. Esprime così tutta la sua bellezza ed eleganza. Il cubo ha una base tipo un piccolo piedistallo che impedisce ai cubetti di attaccarsi tra loro e questo favorisce la perfetta miscela di tutti gli ingredienti. Inoltre entra benissimo nel classico bicchiere, l’affascinante tumbler basso.

Fabbricare ghiaccio green

Oggi si parla e si agisce in nome della sostenibilità ambientale e i produttori più attenti hanno introdotto accorgimenti per la produzione di un ghiaccio che aiuti la natura. Che cosa significa? Sostanzialmente che le più moderne macchine per il ghiaccio utilizzano nuovi gas refrigeranti naturali e “green”, nel senso che rispettano l’ambiente e le persone. Il Brema Innovation Centre ha ideato un progetto chiamato Be-Eco Active, volto ad offrire una grande varietà di produttori di ghiaccio che usano gas refrigeranti naturali come R290 (Propano) e R744 (Anidride Carbonica). Un punto fondamentale per la tutela della salute e dell’ambiente.

affidabilità e rispetto delle normative vigenti in termini di responsabilità sociale d’impresa.